30 Gennaio 2025
Nella sede dell’Unione dei Comuni Val Vibrata una riunione fra la direzione strategica della Asl e i 12 sindaci della vallata, per affrontare il tema del presunto “depotenziamento” dell’Ostetricia e ginecologia di Sant’Omero. Il confronto nasce dalla denuncia del sindaco di Sant’Omero che nei giorni scorsi ha parlato di trasformazione del reparto da Unità operativa complessa a semplice. Il direttore generale Maurizio Di Giosia, quello amministrativo Franco Santarelli e quello sanitario Maurizio Brucchi hanno spiegato che è tutto il contrario. La Asl ha difeso a spada tratta la propria scelta, negando che vi sia qualsivoglia penalizzazione. Il direttore generale Maurizio Di Giosia ha detto: «Non c’è stato né ci sarà alcun taglio, anzi. Da tempo, ormai, è stata superata una vecchia, direi vecchissima, ottica basata sulla frammentazione dei reparti tradizionali: non ha senso replicare nei quattro ospedali inutili doppioni. Questo modello è tanto più valido quando riguarda la creazione di una rete che mette in collega- mento e in stretta coordinazione due reparti della stessa specialità o interdisciplinari. Il nodo centrale dunque non è la presunta perdita di autonomia delle unità operative: invece il collegamento virtuoso fra due unità operative è una risorsa. L’unità complessa nel nuovo modello di sanità può essere un vincolo e un elemento di fragilità. Il reparto di Ostetricia e Ginecologia di Sant’Omero sta vivendo un periodo di intensa attività grazie anche al fatto che l’organico medico è composto da nove ginecologi strutturati più il primario (in comune con Teramo). Tutto questo ci consente di incrementare l’attività ambulatoriale e ostetrica. Non solo: abbiamo appena istituito, accanto alla unità semplice di Ostetricia e Ginecologia, una unità semplice di Ecografia ginecologica di secondo livello, fondamentale per l’adeguatezza del percorso chirurgico. “Non c’è, non c’è stata e non ci sarà alcuna riduzione dei servizi”, ha spiegato il direttore sanitario Maurizio Brucchi, “che il reparto sia centrale, nelle strategie della Asl, lo dimostrano i dati: nel 2024 vi sono stati 620 parti, allo stesso livello di quelli di Teramo, che sono stati 640. Non solo: il trend nazionale legato alla denatalità, che porta dunque a una riduzione del numero di parti, a Sant’Omero è più ridotto. Il fatto di avere una Unità operativa semplice ci consente di far girare i medici e non avere problemi di personale. Sono importanti l’attività e il progetto, non la nomenclatura”.