15 Marzo 2025
Dopo la mancanza del numero legale per l’approvazione del permesso a costruire i moduli scolastici provvisori per gli studenti del Delfico alla Cona, come scontato, le reazioni politiche non si fanno attendere. In particolare interviene il consigliere regionale Sandro Mariani che sarebbe stato visto “pilotare” le scelte dei consiglieri che giovedì hanno abbandonato l’aula al momento del voto. «Ritengo doveroso fare chiarezza e respingere ogni illazione su presunte assenze determinate da una resa dei conti politica tra il sottoscritto e il presidente della Provincia Camillo D’Angelo con il quale, oggi, non esiste alcun contrasto politico o personale. Auspico che l’Amministrazione Comunale avvii al più presto una riflessione ampia e approfondita su questi e altri temi aprendosi al vero ascolto dei cittadini, valutando anche eventuali correttivi e cambi di rotta se ritenuto necessario: è questa la cifra con la quale si misura la levatura istituzionale di chi pro tempore ricopre ruoli pubblici! I cittadini di Teramo e i vari “strateghi politici” possono stare tranquilli: Gianguido D’Alberto non si trova nella stessa situazione in cui versava l’ex sindaco Maurizio Brucchi nel 2017 e io non sono e non sarò mai colui che interpreterà il ruolo di quel “Bruto” che la città ha già conosciuto» conclude Mariani. Ma tra gli interventi esterni al perimetro dell’assise civica, vale la pena sottolineare quello di Valdo Di Bonaventura, ex assessore (perché sostituito) nell’attuale Giunta D’Alberto, Valdo Di Bonaventura. «Sul caso Delfico - attacca Di Bonaventura - l’azione del Sindaco si è rivelata del tutto insufficiente. Si è trovato di fronte a una decisione unilaterale del Presidente della Provincia, che ha acquistato i moduli scolastici senza avere prima ottenuto le autorizzazioni necessarie o il parere del Consiglio Comunale. Ancora oggi, attendiamo risposte chiare sulla richiesta di dissequestro dell’edificio, una decisione che sarebbe auspicabile per evitare ulteriori danni al centro storico, già duramente provato. Questa amministrazione prosegue nel suo percorso tra evidenti difficoltà, con pochi consiglieri realmente liberi di esprimere il proprio pensiero, mentre la maggior parte si muove secondo logiche di fedeltà ai vertici. È evidente che il secondo mandato sta procedendo in modo incerto e balbettante, con conseguenze inevitabilmente negative per la città. Una cosa è certa: questa amministrazione non sta dimostrando amore per la propria comunità». Facile immaginare la replica al vetriolo di Bella Teramo, gruppo che fa riferimento all’assessore regionale Giovanni Cavallari chiamato in ballo da Di Bonaventura. Comunque, polemiche a parte, lunedì ci sarà il vero responso: sarà necessario il numero legale, ovvero almeno 15 consiglieri più sindaco e presidente del consiglio, e comunque 17 presenze. Solo a quel punto si potrà votare a favore o contro l'approvazione del permesso a costruire in deroga. Un numero che dovrebbe sussistere al netto dei tre dissidenti che giovedì hanno abbandonato l’aula al momento del voto insieme ai consiglieri di minoranza.