31 Marzo 2025
Sono giorni febbrili in vista del consiglio regionale di giovedì 3 aprile, quando all'ordine del giorno della seduta ci sarà la proposta di legge 68/2025. Ossia la manovra tributaria varata dalla giunta Marsilio che prevede la revisione dell'Irpef per andare a tamponare il deficit del sistema sanitario abruzzese. In concomitanza con la seduta di Consiglio regionale (convocata alle 14) i sindacati hanno indetto una manifestazione di protesta fuori da Palazzo Emiciclo. Iniziativa che ha già raccolto diverse adesioni. E per prepararsi all'appuntamento di giovedì, il Partito Democratico della provincia dell'Aquila ha convocato una assemblea aperta nella sede del sindacato Cgil. «Mi auguro proprio che giovedì, dalle 14, al Consiglio regionale vengano tante tante persone - dice la consigliera comunale aquilana del PD Stefania Pezzopane - perché bisogna dire alla Regione un messaggio chiaro: no a queste tasse. Sono tasse - prosegue Pezzopane - che prevedono un aumento dell'Irpef sui ceti medio-bassi, quindi su quelli già colpiti dell'inflazione, dal caro prezzi e dall'abbassamento del valore degli stipendi, che non aumentano». Dichiara ancora Stefania Pezzopane: «Gli abruzzesi si chiedono: "perché dobbiamo pagare?". Perché la Regione ha fatto il debito. Siccome ha fatto i debiti tra leggi mancia, i soldi per il Napoli calcio, tutti gli altri divertimenti che si sono concessi, adesso bisogna pagare i debiti. E chi deve farlo? I cittadini». «No grazie - conclude la consigliera comunale dem - devono trovare altri modi, e li abbiamo suggeriti, per far fronte a questa situazione». Intanto, in commissione regionale Bilancio, sta continuando il percorso di analisi del progetto di legge 68/2025. E dalle audizioni è venuta fuori la situazione effettiva del disavanzo delle quattro Asl abruzzesi con dati al 31 dicembre 2024. «Il disavanzo complessivo dichiarato dalle quattro Asl abruzzesi è portato a conto consuntivo è di 180 milioni di euro - parole del capogruppo dem in Consiglio regionale Silvio Paolucci, che poi prosegue - è l'ennesima bugia di questo governo regionale, ed ecco perché noi chiediamo le dimissioni«. «Inoltre - spiega ancora Paolucci - loro sapevano sin dallo scorso anno, perché abbiamo avuto accesso a tutte le carte del ministero; già nel luglio 2024 si chiedeva conto del deficit, conto dei livelli essenziali di assistenza inadempienti ed insufficienti, e conto del ripianamento di questo disavanzo». «Invece - conclude Silvio Paolucci - hanno detto che è stato tutto imprevisto e che non lo sapevano: tutto falso».