02 Aprile 2025
Celebrati a Teramo, nel carcere di Castrogno, i 208 anni dalla nascita del Corpo di Polizia Pentitenziaria. «E’ una occasione in cui ci ricordiamo le nostre origini e l'importanza del nostro lavoro. Ce la ricordiamo ogni giorno però oggi è un giorno speciale e quindi c'è questa piccola celebrazione dove in tanti hanno voluto aderire si è personalizzata in servizio sia personale in pensione, sia a tutte le autorità cittadine. Questo per noi è molto motivato e di orgoglio, un giorno in cui si fa forse anche un bilancio di quella che è stata la storia della Polizia penitenziaria. Insomma a 208 anni sono davvero tanti siamo sempre in prima in prima linea e ogni giorno garantiamo l'ordine della sicurezza all'interno delle carceri». Questa la riflessione di Igor De Amicis, Comandante della Polizia Penitenziaria Teramo. Le problematiche relative al sovraffollamento naturalmente non vengono meno. Dopo il Consiglio comunale straordinario che si è svolto a Teramo forse qualcosa è cambiato? «I detenuti sono aumentati, il personale diminuiti, quindi diciamo che il Consiglio comunale non ha dato i suoi frutti» commenta il vice capo Dipartimento di Polizia Penitenziaria Giuseppe Pallini. «Una giornata di festa - spiega la direttrice Maria Lucia Avvantaggiato - è un compleanno, il 208esimo compleanno della Polizia Penitenziaria, quindi festeggiamo e c'è da festeggiare nonostante la situazione è molto complessa del penitenziario come per ogni compleanno si fa il bilancio di quello che è andato di quello che non è andato. Ribadisco che la situazione è complessa, però ci tengo anche a sottolineare con forza che la Polizia Penitenziaria sta sul pezzo, accetta la sfida di una difficoltà di una complessità che non è solo di Teramo ma che è nazionale e comunque tiene bene e quindi adempie quello che il suo mandato istituzionale e costituzionale a quella che è sua mission, ovvero di garantire sicurezza e trattamento. Quindi nel 2025, con 208 anni, le cose vanno come devono andare e quindi riesce in qualche modo a tenere il campo degnamente».